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Tempo fa quando iniziai ad interessarmi di blog e di page ranking mi imbattei, come la maggior parte dei Blogger alle prime armi, nella famosa questione del contenuto duplicato. Nel Web oltre alle verità circolano anche svariati miti sui modi per ottenere page rank e sulle penalizzazioni di Google nei confronti dei Web Master. Proprio queste ultime, soprattutto all’inizio, possono diventare un vero e proprio incubo.

Molti pensano e scrivono che, dato l’enorme contenuto duplicato da altri siti che circola nel Web, Google abbia deciso di penalizzare i duplicatori per salvaguardare il testo originale. Secondo questa teoria Google assegnerebbe la paternità di un testo al primo che lo pubblica. Iniziamo subito col dire che gli spider di Google non possono avere la certezza che il primo testo indicizzato sia quello originale.

Il motivo è molto semplice: mettiamo il caso che io ho un blog da 1 mese e capita che un altro blog più famoso che viene aggiornato regolarmente e che è online da 1 anno preleva un mio testo e lo pubblica sul suo sito. Quest’ultimo, per via della sua maggiore popolarità, ha più probabilità di me di ricevere la visita dello spider di Google in un tempo breve. Seguendo il ragionamento di prima, in questo caso Google assegnerà per errore la paternità del testo al mio concorrente e penalizzerebbe me. Quindi il meccanismo non può funzionare.

Ma allora possiamo duplicare contenuto a manetta senza problemi? A patto che i proprietari dei contenuti ve ne diano l’autorizzazione, si. Naturalmente Google per arginare la cosa ha inserito comunque un algoritmo specifico per i contenuti duplicati, che assegna il page rank ad un unica versione del testo, cioè a quello che si trova sulla pagina con il ranking più alto. Quindi nell’esempio di prima, l’originalità del contenuto ai fini del page rank sarà assegnata lo stesso al mio concorrente, ma solo perchè lui ha una popolarità più grande della mia e non perchè il suo testo è stato indicizzato per primo. Questa è l’unica cosa che accade, quindi non centra nulla con le penalizzazioni.

Comunque il modo migliore di aumentare il proprio ranking attraverso gli articoli del nostro blog è quello di produrre regolarmente contenuti originali, magari inserendo di tanto in tanto del testo interessante preso da altri siti o blog, sempre dopo avere avuto l’autorizzazione dei proprietari naturalmente.

Molto interessante è anche il punto di vista di Michal Gawel di SeoLab che potete ascoltare dal video qui in basso:

Immagine anteprima YouTube

Spesso ci ritroviamo a cercare in giro per il Web uno Script da inserire nel nostro sito che sia in grado di fare quello che abbiamo pensato. Sappiamo tutti quanto può essere snervante e quanto tempo a volte richiede questa operazione. Certo se siete dei geni programmatori non ne avete bisogno, ma diciamoci la verità: quanti sono quelli che conoscono bene i linguaggi più utilizzati e cioè HTML, CSS, Javascript e PHP? Se non sapete la risposta ve lo dico io: pochi! E in ogni caso creare uno script da zero richiede comunque un grande  sforzo e tempo da dedicarci.

Con una minima base però diventa semplice prelevare un codice già preimpostato e modificarlo a piacere senza dover per forza conoscere il linguaggio. Questo è quello che fa la maggior parte dei Web Master quando hanno bisogno d’implementare delle funzioni in PHP o Javascript. Una delle migliori risorse online dove prelevare script in CSS e Javascript è Dynamicdrive.com

DynamicDrive

Su questo sito potete trovare esempi e codici per un gran numero di utilità liberamente utilizzabili nel vostro sito a patto di lasciare intatte le note nel codice. Menù verticali e orizzontali in CSS e Javascript, gallerie di immagini, effetti speciali, testi animati ecc. ecc. Una volta provato diventerà senz’altro un vostro punto di riferimento quando dovrete trovare uno Script adatto alle vostre esigenze.

LINK: http://www.dynamicdrive.com

vacanza

Tutti hanno bisogno di una vacanza ogni tanto per staccare dai propri impegni e anche per riordinare le idee sul da farsi. Ogni giorno è formato anche da piccoli momenti di svago o ricreazione che letteralmente significa Ri-Creare se stessi; come? Lasciando andare lo stress e riportando la nostra attenzione su noi stessi per riequilibrare il nostro stato. Per fare ciò può bastare staccarsi qualche minuto da ciò che stiamo facendo e osservare cosa c’è intorno a noi, oppure guardare il cielo fuori dalla finestra, leggere la nostra poesia preferita ecc.

Incontrarsi con i colleghi o colleghe raccontandosi a vicenda i propri guai o parlando male del nuovo responsabile, di solito non fa altro che rincarare la dose e farci tornare alle nostre mansioni più stressati di prima, quindi personalmente consiglio di evitarlo.

La vacanza di 2-4 settimane è una Ri-Creazione più lunga che permette di riequilibrarsi a un livello maggiore e tornare a lavoro con rinnovate energie. In vacanza abbiamo la possibilità di rilassarci completamente, di fare le cose che ci piacciono senza interruzioni e anche di riflettere e ponderare su progetti rimasti in sospeso. Si ha la possibilità di capire più chiaramente se quel progetto che avevamo in mente è effettivamente realizzabile e soprattutto come realizzarlo, quanto impegno richiede e di cosa abbiamo bisogno per iniziare.

Il lavoro del Web Marketer può offrire molte soddisfazioni ma, anche se ad un certo livello i guadagni iniziano ad essere automatici, richiede molto impegno e soprattutto la volontà di aggiornarsi continuamente sulle novità del mercato e della concorrenza. Tutto questo per dirvi che anch’io parto per una meritata vacanza! :-)

Sarò assente fino ai primi di settembre. Auguro a tutti delle buone ferie e di tornare con rinnovate energie ed entusiasmo per realizzare i vostri progetti. A presto!

google pagerank

Abbiamo già parlato del metodo principale utilizzato da Google per assegnare il Page Rank ad una pagina Web e abbiamo visto che l’algoritmo si basa per lo più sulla quantità e la qualità dei backlinks che rimandano alle nostre pagine. Ciò vuol dire che più siti internet parlano di noi inserendo link indirizzati alle nostre pagine e più Google ci assegnerà un punteggio elevato nella graduatoria.

L’utilizzo dei Meta Tag destinati a dare informazioni ai motori di ricerca non è sufficiente a posizionare il nostro sito in alto nella graduatoria, anzi, l’uso smodato di alcuni Meta Tag, soprattutto il “keywords” di cui molti hanno abusato, ha convinto i più importanti motori di ricerca tra i quali anche Google, ad ignorare quasi completamente questo Meta Tag.

Molti SEO con grande esperienza spesso nei loro corsi o manuali neanche ne parlano dei Meta Tag, perchè considerato ormai un elemento ininfluente. A mio avviso però è necessario parlare dell’importanza di almeno uno di questi: il Tag <title>…</title> In questo Tag inseriamo appunto il titolo che vogliamo dare alla nostra pagina. Gli spider di Google verificano l’attinenza delle parole chiavi contenute nel Tag confrontandole con il contenuto della pagina e lo utilizzano per collocare la pagina nelle categorie di ricerca degli utenti.

Grazie all’utilizzo corretto di questo Tag possiamo avere un ulteriore vantaggio sulla nostra concorrenza che non ne conosce la reale importanza. Vediamo dunque come utilizzare nel modo corretto il Tag <title>…</title>:

  • Google nei sui risultati di ricerca stampa circa 60/70 caratteri contenuti nel Tag, il W3C consiglia una lunghezza massima di 80 caratteri, quindi in base a questi parametri il nostro <title> avrà una lunghezza variabile che va da un minimo di 60 a un massimo di 80 caratteri.
  • Nella creazione del <title> inseriamo parole chiavi ricercate, anche se il risultato finale non ha proprio un senso compiuto non importa (Es. <title>Primi in google pagerank posizionamento sui motori di ricerca</title>), l’importante è che siano inerenti al tema della nostra pagina.
  • Prendiamoci il tempo necessario per impostare il Tag <title>. Io a volte utilizzo anche lo strumento di Google AdWords per le parole chiave che permette di vedere il volume di ricerca mensile per una determinata parole chiave o gruppi di parole. Lo trovi a questo link: https://adwords.google.it/select/KeywordToolExternal

Ecco, utilizzando questi semplici consigli nell’ottimizzazione delle vostre pagine, potete ottenere degli ulteriori miglioramenti nel posizionamento nei motori di ricerca.

pos vs paypal

Dopo la comparsa dei miei articoli su come accetare pagamenti online con carte di credito ho ricevuto alcune richieste da persone che intendevano sfruttare PayPal anche per servizi offline. In particolare circa un mese fa mi ha contattato una ragazza che aveva aperto da poco un Bed & Breakfast nel Sud Italia.

Ciò che ha spinto la ragazza a contattarmi per chiedermi informazioni a riguardo, sono state le richieste di clienti soprattutto esteri, che chiedevano di pagare la prenotazione con carta di credito. Non avendo ancora la possibilità di farlo si è vista costretta a rifiutare molte prenotazioni.

La titolare del B&B non era molto propensa nel voler installare un POS, in questo caso avrebbe dovuto pagare l’affitto del terminale, naturalmente una percentuale sugli incassi e avrebbe dovuto effettuare transazioni via telefono; insomma doveva andare incontro ad una serie di cose che avrebbe evitato volentieri.

Quindi mi chiese inizialmente se con PayPal c’era un modo di accetare pagamenti con carte di credito con tariffe variabili da cliente a cliente, senza dover necessariamente installare il terminale POS. Ci pensai un attimo e poi gli risposi che un modo c’era, ed è anche semplice.

PayPal si occupa fondamentalmente di pagamenti online. Attivando un conto ‘Premier’ (per privati) o ‘Business’ (per aziende o liberi professionisti) ci permette di ricevere pagamenti anche con carte di credito per prodotti o servizi. Il pagamento avviene online in maniera automatica perchè il tutto è gestito dal software presente su PayPal che fa da intermediario e trattiene una percentuale da ogni pagamento che si riceve.

Nel caso specifico del B&B ho semplicemente consigliato alla titolare di utilizzare la funzione ‘Richiedi Pagamentocon la quale si può inviare tramite PayPal ai clienti di qualsiasi parte del mondo, una email con l’importo da pagare. I clienti cliccano sul link presente nella email e vengono indirizzati al sito di PayPal dove potranno effettuare un pagamento su server sicuro.

Quindi ora la ragazza del Bed & Breakfast per far pagare i suoi clienti con carta di credito richiede solo l’indirizzo email, al resto ci pensa PayPal. Questo sistema naturalmente non è adottabile in tutte le circostanze, ma ci fa capire che spesso si è portati ad utilizzare il sistema che usano tutti solo perchè non se ne conoscono altri e si pensa che quello sia l’unico possibile.

Ci sono aziende italiane che offrono sistemi chiamati appunto POS Virtuali che permettono di effettuare transazioni online con carte di credito, una di queste ad esempio sono le Poste Italiane ed anche il recente IWSmile. Al momento sembrano essere le migliori alternative a PayPal, ma non conoscendole e non avendole testate personalmente non mi sbilancio.

modellamento

A scuola ci è stato insegnato che copiare dal nostro compagno è sbagliato, ma nella vita e soprattutto nel Business questa è in assoluto la strategia più utilizzata. Sono pochi coloro che hanno l’idea originale alla quale nessuno ha ancora pensato, tutti gli altri seguono la scia di quei pochi pionieri che aprono la strada con nuove idee e invenzioni.

Quella del Modello è una strategia di Business adottata da tutti praticamente, anche da chi  non lo vuole ammetere. Nella PNL (Programmazione Neuro Linguistica) viene chiamata Tecnica del Modellamento, cioè modellare una strategia sulla base di un’altra già avviata.

Le strategie non si possono brevettare, chiunque può adottare la strategia di un altro, anzi, non è poi cosi raro che chi adotta una strategia ha anche più successo di chi l’ha ideata, perchè magari ha alcune capacità che l’altro non possiede.

Per farvi un esempio pratico di Modellamento vi cito una breve storia che riguarda Kell Ryan, che altro non è che il fondatore della Ryanair, la prima compagnia europea ad utilizzare la strategia dei voli Low Cost (basso costo).

Qualche hanno fa la Ryanair stava attraversando un periodo di crisi, cosi Kell Ryan decise che doveva trovare una strategia che potesse risollevare la sua compagnia. E che cosa fece per fare ciò? Si mise seduto a spremersi le meningi? Bè, forse anche quello, ma la cosa più importante che fece per trovare una nuova idea fu quella di partire per gli Stati Uniti per apprendere le strategie adottate dalle compagnie che avevano più successo. Una di queste fu quella dei voli Low Cost che Kell Ryan decise di importare in Europa adattandola poi con successo alla sua azienda.

A quanto ne so oggi la Ryanair è la compagnia di voli Low Cost più importante d’Europa e non sono poche le compagnie che in seguito hanno adottato a loro volta questa strategia dopo che Kell Ryan la importò in Europa per primo.

La Tecnica del Modellamento è un opportunità straordinaria per avere successo e sarebbe stupido non approfittarne. La maggior parte delle persone di successo hanno passato parecchio tempo ad osservare e ’spiare’ altri che già avevano raggiunto ottimi risultati, per apprendere e ‘rubare’ le loro strategie, abilità, tecniche ecc. La storia di Kell Ryan è un esempio perfetto ma ce ne sono a migliaia.

Le persone che hanno davvero l’idea originale sono veramente poche, questo ve lo posso assicurare. Quindi in definitiva io credo che nella creazione di un Business di successo, sia assolutamente consigliabile adottare la Tecnica del Modellamento e imparare quindi le strategie di chi ha più successo provando a metterle in atto nel nostro Business.

Con questo non voglio dire che non si possono avere idee nuove, anzi ben vengano! Ma non vi sto neanche a contare quante volte ho pensato ad un idea che credevo essere nuova e poi quando iniziavo a fare ricerche a riguardo scoprivo che non solo non era nuova ma che magari nel frattempo era pure passata di moda!

sdk iphone

Nel mio recente articolo “Diventare ricchi sviluppando applicazioni per l’ iPhone…“  ho parlato di come molte persone nel mondo siano riuscite a creare un vero e proprio Business milionario sviluppando semplici applicazioni per iPhone.

Abbiamo visto che per sviluppare tali applicazioni abbiamo bisogno di un Computer Mac e dell’attuale versione 3.0 del software iPhone SDK. Tale versione è a pagamento ed è l’unica che permette di creare, testare e caricare sullo store di Apple le nostre creazioni direttamente dal nostro Computer Mac.

Esiste anche una versione gratuita di SDK che permette di fare pratica nella creazione delle applicazioni ma non di caricarle e quindi di venderle o regalarle attraverso lo Store di Apple.

Il punto cruciale non è tanto capire se sia possibile o meno creare una fonte di guadagno con le applicazioni di iPhone, questo lo abbiamo già confermato; piuttosto comprendere innanzitutto che bisogna necessariamente avere  un Mac (scordatevi di trovare un software per Windows come SDK) e che senza una base di programmazione diventa un impresa alquanto proibitiva.

Per chi vuole approfondire il discorso e imparare ad utilizzare l’SDK per iniziare a creare le sue prime applicazioni, consiglio un corso in PDF ricco di informazioni preziose che raggruppa una serie di tutorial che vi porteranno passo passo alla creazione delle vostre prime applicazioni per iPhone.

tutorial corso SDK

Questo corso vuole essere un aiuto per chi si affaccia per la prima volta su questo mondo, oppure per chi vuole ampliare le proprie conoscenze. Si inizia dal classicissimo ‘HelloWorld’, esaminando poi i componenti principali, per arrivare alla gestione delle tabelle e dei file XML.

Il corso ha un prezzo di soli 3.00 €, e può essere acquistato tramite donazione PayPal. È disponibile una preview gratuita del libro, che contiene le prime venti pagine che spiegano come creare la prima semplice applicazione per iPhone con SDK.

LINK DOWNLOAD: Scarica Gratis le prime 20 pagine del corso in PDF

LINK UFFICIALE: Vai alla pagina ufficiale del corso in PDF

live support

Vi sarà capitato di trovare in alcuni siti il Supporto Live, cioè con un operatore che risponde in tempo reale alle domande di un utente tramite una chat. Si tratta di un tipo di servizio molto professionale e apprezzato che da qualche tempo viene utilizzato non solo da grandi aziende ma anche da piccole realtà o addirittura da singoli.

Questo è possibile grazie al lavoro di alcuni programmatori che hanno realizzato Software Open Source gratuiti in grado di competere con i sistemi più evoluti e costosi del mercato. Oggi è proprio di uno di questi che vi voglio parlare: si chiama Live!Zilla ed offre un sistema completo per realizzare un Supporto Live sul proprio sito con la possibilità di inserire un numero illimitato di operatori e moltissime altre opzioni.

Con Live!Zilla è possibile creare un supporto attivo 24H per i nostri utenti o clienti. In pratica quando un utente clicca sul pulsante del Supporto Live, il programma passa la chiamata al primo operatore disponibile.

chat live

Chiaramente non bisogna per forza offrire un supporto 24 su 24, infatti grazie all’opzione per l’invio di messaggi offline, il sistema riconosce in automatico l’assenza di operatori online e invita l’utente ad inviare al supporto un semplice messaggio di testo con la sua richiesta.

Tra le funzioni di Live!Zilla troviamo anche il Geo Tracking che permette di conoscere in tempo reale l’ubicazione nel mondo degli utenti che stanno visitando il proprio sito.

geo tracking

Insomma si tratta di una soluzione completa e professionale per creare un Supporto Live a costo zero! Ad ogni modo mi sento di consigliarlo solo a chi davvero può offrire un servizio Live, anche se solo in una determinata fascia oraria o in giorni specifici.

Dico questo perchè mi è capitato di imbattermi in alcuni siti che utilizzano il Supporto Live ma non ci sono mai operatori disponibili. Ho fatto prove in diversi giorni e orari ma nulla; l’unica possibilità era quella di inviare un semplice messaggio di testo via email.

Personalmente non mi da una buona impressione un Supporto Live dove non c’è mai nessuno, in fondo si tratta di un servizio aggiuntivo e se non si è in grado di offrirlo, anche solo 1 giorno alla settimana, a mio parere diventa solo una complicazione inutile. Un semplice modulo contatti sarà più che sufficiente.

Se invece siete proprio alla ricerca di un sistema professionale per gestire un Supporto Live e non vi dispiacerebbe trovarne uno a gratis, allora andate subito a scaricare Live!Zilla!

LINK: www.livezilla.net

fare soldi con iphone

L’ iPhone è il telefono cellulare che forse più di tutti ha fatto parlare di se. Il suo innovativo sistema di Touch Screen con accelerometro incorporato che riconosce il cambio di inclinazione del telefono al minimo movimento, lo ha reso l’oggetto del desiderio di tutti i “cellulare-dipendenti”.

L’iPhone, come molti di voi sanno, ha al suo interno un vero e proprio sistema operativo sviluppato dalla Apple che permette di installare diverse applicazioni. La cosa bella è che Steve Jobs, il fondatore della Apple, ha permesso a chiunque di sviluppare applicazioni per l’ iPhone e di venderle o regalarle attraverso lo Store di Apple.

Cosa succede quando uno sviluppatore crea una semplicissima applicazione per iPhone che piace alla gente e la vende sullo Store di Apple? E’ molto semplice, diventa matematicamente ricco! Pensate che esagero? Allora leggete gli esempi che vi riporto di seguito:

L’applicazione più venduta nel 2008 si chiama Koi Pond e non fa altro che simulare un acquario sullo schermo del iPhone. Quando si passa il dito sul Touch Screen i pesciolini scappano in tutte le direzioni. Lo sviluppatore si chiama Brandon Bogle e la sua inutile ma simpatica creazione che vende a 0,79 dollari, gli ha fruttato nei primi 6 mesi di lancio 5 milioni di dollari! Chi è Brandon Bogle? Un genio? Il programmatore più bravo del mondo? No, era un semplice un impiegato che dopo essersi ripreso dallo svenimento dopo aver visto gli incassi della sua stronz… emmmm… creazione inutile ma simpatica, ha dato le dimissioni al volo dal suo posto in ufficio e ha iniziato a fare il programmatore a tempo pieno.

Joel Comm è un altro sviluppatore che attualmente guadagna circa 10,000 dollari al giorno grazie alla sua idea geniale. In questo caso però devo ammettere che la sua applicazione è davvero utile: si chiama iFart e pensate che rende in grado l’iPhone di scoreggiare con diversi livelli d’intensità! Varrebbe la pena di comprare l’iPhone solo per questo, sto scherzando naturalmente :-)

L’applicazione del momento si chiama Ocarina e trasforma l’ iPhone in un ocarina appunto, che per chi non lo sapesse è uno strumento a fiato che potrebbe avvicinarsi al flauto. Sullo schermo appaiono i buchi per le dita e soffiando nel microfono sentiremo uscire il suono. Il suo sviluppatore si chiama Ge Wang e grazie agli incassi della sua creazione ha da poco fondato una Software House che ha chiamato Smule.

Un caso italiano degno di nota è senz’altro quello di Maurizio Zilli che ha creato un’applicazione che permette di ricevere in diretta le notizie della BBC. In un intervista a Panorama Maurizio rivela:
“Incasso tra i 100 e i 1.000 euro al giorno e il mio programma è gratuito. Chi lo scarica non paga niente. I ricavi mi arrivano dalla pubblicità che ricevo da Google”

Per sviluppare un applicazione per iPhone non bisogna essere programmatori professionisti, certo sarebbe meglio ma non è necessario, infatti la Apple ha messo a disposizione un kit di sviluppo che permette di creare applicazioni per l’ iPhone. Si chiama SDK e lo trovate al seguente link: http://developer.apple.com/iphone/program/download.html a questo link trovate la versione gratuita scaricabile previa registrazione che permette di creare le applicazioni ma non di caricarle sul Apple Store.

Invece con la versione 3.0 a pagamento che trovate a questo link: http://developer.apple.com/iphone/program/sdk/inapppurchase.html potete caricare le vostre creazioni sullo Store con la possibilità di venderle e ricavare il 70% dei profitti per voi. Per utilizzare la versione 3.0 del SDK bisogna pagare una quota che va da 99 dollari l’anno per la versione Standard Program ai 299 dollari l’anno per la versione Enterprise Program; quest’ultima è rivolta soprattutto alle aziende.

In tutte e due le versioni viene fornito anche un sistema che simula sul desktop un iPhone virtuale, sul quale possiamo testare in anteprima tutte le nostre creazioni, senza neanche bisogno quindi di avere per forza l’ iPhone.

L’ambiente di sviluppo è Cocoa, già ben noto a chi ha avuto modo di usare gli strumenti di sviluppo di Apple. ATTENZIONE: per usare l’ SDK occorre avere un Mac con Leopard installato. Non funziona ne su Windows ne su Mac con sistema operativi antecedenti.

Personalmente non credo che ci sia altro da sapere sulla questione, ultimamente in Italia stanno saltando fuori dei corsi anche molto costosi che promettono di insegnare a creare applicazioni di successo per iPhone, a fare soldi con l’ iPhone ecc. ecc. Se volete avventurarvi nella giungla degli sviluppatori iPhone i punti chiave che dovete sapere sono i seguenti:

  • Per sviluppare un applicazione per iPhone devi avere un Mac con Leopard installato e se non ce l’hai te lo devi comprare!
  • Una volta che hai il Mac devi scaricare la versione 3.0 di SDK che ti permette di caricare le tue applicazioni sullo Store di Apple e quindi di venderle. Inizialmente puoi fare pratica scaricando la versione gratuita di SDK che ad oggi è la 2.2
  • Se non sei pratico di Mac, non hai idea di cosa sia Cocoa e non sei un programmatore, allora sappi che non sarà poi cosi semplice sviluppare un’ applicazione per iPhone e che probabilmente dovrai dedicare molto tempo ed energie allo studio degli ambienti di sviluppo prima di sfornare la tua prima creazione.
  • Riflettere sul fatto che le applicazioni che hanno riscosso più successo, il più delle volte si sono rivelate essere anche le più inutili e che avevano sempre ingredienti stravaganti, strani, ironici e scherzosi.
  • Tenere da conto che oggi il mercato delle applicazioni per iPhone si è ingigantito a dismisura e, anche se in questo caso per parlare di mercato saturo ce ne vuole, sappi che la tua sarà solo una delle migliaia disponibili nello Store di Apple e che potrebbe addirittura passare inosservata.

Quindi in definitiva diventare ricchi sviluppando applicazioni per l’ iPhone, o comunque avere un bel reddito automatico che ci arriva dritto dritto dallo zio Jobs :-) è possibile ma non è cosi immediato, anzi, se non avete un Mac e se non sapete nulla di programmazione: o vi mettete sotto a studiare seriamente e vi fate venire qualche bella idea creativa oppure è meglio che lasciate perdere e vi dedicate a qualcos’altro.

Se poi siete tra gli utenti Mac, allora potete provare a scaricarvi la versione gratuita di SDK e vedere un po che succede ;-)

Cover Guida Twitter

Articolo di: Massimo Previato

Da un po’ di tempo i social network sono sulla bocca di tutti. Ha iniziato naturalmente Facebook, con i suoi milioni di utenti, e poi è arrivato Twitter.

Twitter ha alla base un concetto semplice, in pratica permette di inviare micro-messaggi di testo ( 140 caratteri )…?? Come ? Cos’altro fa? Niente! Non fa altro!!

Ma come, starai pensando, se ne parla tanto e fa solo questo?
Si, esatto ;-)

Ma attorno a Twitter si è sviluppata una comunità di utilizzatori e di siti collegati incredibile!

Cerchiamo di capire in poche righe come funziona Twitter. Tizio si registra a Twitter, ottiene un username e può iniziare a inviare messaggi. Chi legge i messaggi di Tizio? Tutti! Si perchè un messaggio in Twitter è pubblico (eventualmente puoi proteggere i tuoi messaggi ma questo è un altro discorso.. ).

Anche Tizio potrà vedere i messaggi di chiunque, ma, per non diventare matto, inizierà a seguire solo certe persone, e allora riceverà solo i messaggi di queste persone. Viceversa, ci saranno persone che vorranno ricevere i messaggi di Tizio, e allora lo seguiranno!

Il bello dei messaggi in Twitter è che non vengono filtrati/bloccati come potrebbe succedere con una email, e sono praticamente immediati ! Tu lo invii e.. PAF ! chi ti segue se lo vede recapitare sul proprio pc! Immagina quindi le potenzialità..

Che cosa condividere in Twitter? Messaggi, stati d’animo, notizie, link ecc. ecc. Chi può trarre beneficio da questa condivisione? Chiunque sia interessato alla comunicazione! (cioè il 99,9% delle persone/aziende/società!!)

Dicevo che Twitter permette solo l’invio di messaggi, ed ecco che allora si sono sviluppati molti siti che ti permettono di condividere foto, video, link, e quant’altro. La furbata è stata quella di rendere il software che sta alla base di Twitter ‘interfacciabile’, quindi un programmatore può interagire col mondo di Twitter senza troppa fatica!

I siti oramai non si contano più e Facebook stesso vede Twitter come un cugino un po’ scomodo, e con cui però ci deve parlare :-D Oltretutto Twitter è ‘mobile’ nel senso che puo’ essere usato anche da dispositivi mobili, che ne estendono l’utilizzo (non hai più bisogno di un pc per usarlo !! )

Se pensi che Twitter sia una sciocchezza, parlane con Barack Obama che l’ha utilizzato con successo per la sua campagna elettorale, oppure domandati come mai quella piccola società che si chiama Google ha offerto 250 milioni di $ e i signori di Twitter si sono permesi di rifiutare (e adesso sembra ne valga mooooolti di più !!)

Se vuoi approfondire Twitter, scarica gratuitamente il primo ebook italiano dedicato a Twitter! Collegati a questo link per scaricare gratis la mia Guida: http://guidatwitter.com e segui la procedura per scaricare gratis il primo ebook dedicato a Twitter, il fenomeno web dell’anno!!

A presto e buon Twitter!
Massimo Previato